Il libro dei videogiochi e dei bambini

Novita Videogiochi

autoredi data27 Ottobre 2008 - 18:10 commentiNessun commento 1150 letture

Il libro dei videogiochi e dei bambini

La copertina del libro più bello che ci sia sui videogiochi e sui bambini

Chi ha detto che i videogiochi fanno male? Questa è una domanda che vuole principalmente sfatare il mito secondo il quale i demoniaci dischetti che si infilano nelle altrettante demoniache console facciano male alla salute psicologica del nostro bambino. Si tratta di un atteggiamento assolutamente contro corrente che non raccoglie in alcun modo i consensi delle persone specie in un clima moralista e conservatore come questo qui dove pare che si ha più fama se si parla della sicurezza degli infanti senza spesso sapere fino in fondo di che cosa si sta precisamente parlando. A questa domanda risponde in maniera senza ombra di dubbio alcuna più esauriente e più obbiettiva le Edizioni Carlo Amore.

Così si presenta, dunque, il libro che si intitola Il bambino e i videogiochi, un libro che parla de più piccini, ma che è sicuramente ed ovviamente dedicato ai più grandi e non ci riferiamo solo a genitori o ad aspiranti tali, ma anche a tutti i curiosi, ai denigratori di questo intrattenimento ludico moderno e agli psicologi che spesso parlano e discutono per partito preso senza prima analizzare tutti i vari aspetti, senza prima comprendere fino in fondo che cosa sia in realtà  il mondo dei videogiochi e che cosa significhi per la mente sognante di un bambino. Noi dello staff di Giocattoleria lo sappiamo e abbiamo trovato questa lettura davvero piacevole.

Ma di che cosa parla questo libro in buona sostanza? Lo scrittore ha, come punto focale della questione, sottolineato come i videogiochi possano offrire un divertimento del tutto interattivo per il nostro bambino, un divertimento sempre di più a trecento sessanta gradi. Come sostentamento della propria tesi il libro sostiene che i media generici quali cartoni animati e film pongono il bambino in un rapporto di sudditanza, in una comunicazione, dunque, del tutto univoca dove nostro figlio, il ricevitore del messaggio, rimane sempre del tutto passivo.

Anche se noi non crediamo molto a questa tesi assolutistica (in quanto spesso e volentieri anche il bambino partecipa alle scene più salienti del proprio cartone animato, stimolato dal punto di vista emotivo), crediamo comunque che il libro abbia ragione quando sostiene che i videogiochi vanno oltre, riuscendo, di fatti, a stimolare tutti i sensi dei fanciulli. Se questo era vero un tempo adesso poi lo è ancora di più grazie anche alle innovazioni del Nintendo Wii che permette una gestione delle risorse ludiche del tutto piena. Insomma, un libro da sfogliare con grandissima attenzione che ci auguriamo in molti di voi possano leggere. Per sapere che i videogiochi sono molto di più di quanto vogliono farci credere!


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