Mafia – The City of Lost Heaven PC

Videogioco PC

autoredi data26 Dicembre 2007 - 13:12 commentiUn commento 12177 letture

Mafia – The City of Lost Heaven PC

Mafia – The City of Lost Heaven PC

Tommy Angelo, un comune tassista disperso per le strade polverose di Lost Heaven, brulicante formicaio di traffico e anime in pena. Dietro quegli occhi celesti incastonati nel viso da mascalzone americano si celano più ombre che luci, e quella che volge al termine è soltanto un’altra giornata di sogni che non si sono realizzati, vagando alla ricerca di un senso da dare alla propria vita, scarrozzando passeggeri anonimi da un angolo all’altro di quel cumulo di palazzi incastrati l’uno nell’altro dalle incrostazioni e dalle nuvole basse. Tommy sta fumando l’ultima sigaretta della sua vita normale, ma ancora non lo sa.

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Il destino lo colpisce all’improvviso e, come sempre, ha un volto inatteso: tre uomini avvolti in impermeabili grigi come la pioggia invernale irrompono nel suo taxi e nella sua esistenza con la violenza di un temporale. Urlano, sparano, imprecano, fanno ondeggiare le sospensioni dell’auto con il loro peso e gli intimano di partire. Veloce. Via! Meglio ubbidire alla svelta, Tommy, o la tua vita varrà  meno del mozzicone che hai appena buttato dal finestrino.

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Gli inseguitori sono tenaci, i fari della loro Boll Coupé occhieggiano minacciosi alle spalle, accompagnati dal grido stridente delle gomme sulla strada, ma Tommy conosce Lost Heaven meglio dell’interno delle sue tasche rammendate. Gli spari, le grida. Una svolta, un’altra, un vicolo lungo e buio come la canna di una pistola. Destinazione: un locale nella periferia affumicata, a sud della città . Quando la destinazione è raggiunta, il taxi ha più fori di proiettile di un bersaglio al poligono, l’adrenalina scende, i polmoni tornano a pompare aria. I tre tizi scendono e ordinano di aspettare. Tommy spegne il motore e l’ennesima sigaretta appare tra le sue dita come per magia.

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La notte sta calando come un sipario, quando dal locale sbuca un uomo elegante come un ballo di gala. La sua mano scivola lentamente nella tasca interna della giacca mentre si avvicina al taxi. àˆ destino che Tommy non possa fumarsi una sigaretta per intero, oggi. Le mani che armeggiano per avviare il motore, l’uomo che ormai è a due passi. La pistola continua a riposare, con un occhio sempre aperto, nella tasca interna del damerino. Ne esce, invece, una busta contenente più denaro di quanto Tommy abbia mai visto in tutta la sua grigia esistenza. àˆ il modo che Don Salieri ha deciso di adottare per ringraziarlo di aver riportato a casa sani e salvi i suoi ragazzi.

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L’occhio azzurro metallico dell’uomo scintilla mentre, insieme alla busta, consegna a Tommy un’offerta di lavoro: un’offerta che non si può rifiutare! Al diavolo il taxi, al diavolo anche le piagnucolose lamentele dei clienti. Da oggi in poi si sale, Tommy, si percorre la scala che porta ai piani alti di Lost Heaven. àˆ ora di giocare! Mafia inizia così, come un film di Martin Scorsese o di Francis Ford Coppola che non è mai stato girato, come un romanzo di James Ellroy che non è mai stato scritto, come un videogioco che non è mai stato concepito! L’ambientazione è intrigante fin dalle prime battute e la sensazione è che, da questo punto in poi, qualsiasi cosa potrebbe succedere.

Sembrerebbe un GTA III in versione Anni ’30, o un Midtown Madness con macchine d’epoca, ma in realtà  è qualcosa di tutto questo e molto di più. àˆ Mafia, e la sua personalità  ci trascinerà  lungo una trama che si snoda di livello in livello, rendendoci ora spettatori attenti, ora protagonisti di una storia che vede bande rivali affrontarsi sullo sfondo di una città  corrotta, e in primo piano Tommy Angelo e il suo personale tentativo di guadagnarsi finalmente un posto al sole, con qualsiasi mezzo. Davanti a dialoghi così convincenti e a personaggi animati con movimenti tanto plausibili e fluidi da lasciare a bocca aperta, qualsiasi altra considerazione tecnica dovrebbe passare in secondo piano, ma è bene precisare che difficilmente potremo osservare Lost Heaven così come Tommy dovrebbe vederla se non disporremo di un computer all’altezza della situazione.

Come ogni grande progetto, anche Mafia ha qualche problema, il più evidente dei quali è che il sistema grafico del gioco è uno di quelli difficili da accontentare, da addomesticare e da saziare. La possibilità  di scalare dettagli e risoluzioni risolve la situazione nella maggior parte dei casi, ma è veramente un peccato mortale perdersi tutti quei particolari profusi a piene mani nei vicoli, nelle stazioni, sui cruscotti e sugli inamidati doppio petto degli uomini di Don Salieri.

Questi è uno dei padroni di Lost Heaven, e la città  è uno spettacolo di locali malfamati e panni stesi ad asciugare, di caseggiati fuligginosi e sterrati di periferia. Noi la gireremo in lungo e in largo. Diventerà  una seconda casa e, alla fine, come Tommy, ne conosceremo i segreti. Per farlo, avremo bisogno di un buon mezzo di locomozione, e il gioco ce ne offre in quantità . Impareremo a rubare macchine ancora prima che a guidarle, e quando ci metteremo alla guida scopriremo che gli sviluppatori, i creatori di questo mondo, non hanno fatto le cose senza pensarci. Del resto, stiamo parlando degli Illusion Softworks, gli stessi di Hidden & Dangerous.

La fisica dei veicoli è credibile, ci farà  sobbalzare sul pavé e sgommare sull’asfalto bagnato. Guidare per le strade di questo “termitaio” è un vero gioco nel gioco; potremo, se ne avremo voglia, affrontare la modalità  “Free Ride” e goderci lunghe scampagnate al fresco dei bordi del centro abitato, oppure percorrere a tutta velocità  i lunghi viali che scorrono tra canyon di finestre sbarrate: a noi la scelta. Se, invece, non abbiamo l’animo romantico, allora cominceremo a lavorare per Don Salieri. Dovremo guadagnarci la sua fiducia con impegni da poco che, via via, diventeranno sempre meno semplici e più rischiosi per la nostra salute fisica e mentale. Pericoloso? Certo che sì, ma l’alternativa era ammuffire sul sedile del taxi, e poi è proprio qui che il gioco dà  il meglio. Le missioni sono varie, molto più di quanto non fossero in GTA III (impossibile non pensare in continuazione a questo titolo), con in più il fatto che in Mafia tutto è funzionale alla trama.

Eccoci allora alle prese con un paio di bottiglie incendiarie da regalare al parco macchine del boss rivale Morello, per poi imbracciare un fucile a pompa e fare visita a dei ragazzi poco simpatici. Scaricate le armi d’assalto, caricheremo quelle di precisione e ci avventureremo tra le guglie esposte al vento di Lost Heaven alla ricerca di un bersaglio specifico da eliminare. Torneremo a casa nel retro di un furgone imbracciando un mitragliatore contro gli inseguitori e, se sopravviveremo a tutto questo, verremo ricompensati con un incarico facile come quello di farci un giretto per i locali della zona, a incassare le “offerte” che Don Salieri riceve in cambio di “protezione”.

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A proposito di ricompense, salire nella considerazione del Boss ci frutterà  una serie di vantaggi da non sottovalutare: il nostro portafoglio ingrasserà , poseremo le mani su qualche bel pezzo di macchina per metterci in mostra nei quartieri alti e anche per portare a spasso qualche principessa nascosta in una delle buie celle dell’alveare, una rosa tra i rifiuti che aspetta soltanto il nostro arrivo. Finiremo per innamorarci: fa parte del gioco, è compreso nella trama, ma per un gangster in ascesa può rivelarsi più pericoloso che uno sciame di pallottole imbizzarrite.

Problemi, insomma: molti problemi per Tommy e per Lost Heaven. L’Intelligenza Artificiale mostra le sue lacune dovute alla stanchezza accumulata nelle interminabili notti insonni; qualcuno, qua e là , si incastra agli angoli delle strade e i tutori della legge non sono sempre esemplari nei loro comportamenti. Forse fuori da Lost Heaven non esistono lacune nelle intelligenze o misteriosi esseri che si incastrano qua e là ? Forse la legge è sempre irreprensibile?

àˆ normale che accada, in un gioco di queste proporzioni, ed è normale che si faccia caso a queste imperfezioni, ma è allo stesso tempo impossibile, mentre si vive questa esistenza alternativa, non perdere lo sguardo al di là  del fiume che rumina nero e silenzioso oltre la balaustra del ponte a Downtown, impossibile non lasciarsi cullare dal traffico intenso sul grande ponte che congiunge l’Isola Centrale a Little Italy, e altrettanto impossibile impedire che la nostra anima indurita dalle sparatorie non si contragga un po’ davanti a un tramonto che infiamma le facciate dei palazzi e il nostro viso stanco la sera, dalle parti di New Ark.

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Se entreremo nella grande famiglia di Don Salieri, acquistando una copia di Mafia, scopriremo tutto questo; avremo alcuni problemi, un sistema grafico più esoso di un esattore fiscale, ma anche belle macchine da guidare, una città  da conquistare, un paio di amici fidati come Sam e Paulie con i quali scorrazzare e farci un bicchiere ogni tanto, incontreremo un tizio di nome Norman al quale racconteremo la storia della nostra vita, ci innamoreremo della figlia di un barista, diventeremo piloti, protettori, gangster, uomini dalle mille anime e avremo un Boss che si occuperà  di noi come un padre, o meglio un Padrino, nel bene e nel male.

Scopriremo che c’è sempre una via d’uscita, anche quando non saremo in grado di salvare tra una missione e l’altra i nostri progressi, e che esiste una possibilità  persino per uno straniero nella notte che guida un taxi e si chiama Tommy Angelo! Se abbiamo un sogno irrealizzato, una bella visita a Lost Heaven ci tirerà  senz’altro su il morale! Arrivederci, Picciotti!


Un Commento a “Mafia – The City of Lost Heaven PC”

  1. antonello ha scritto:

    mi fate giocare


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