Star Wars – Jedi Knight II – Jedi Outcast PC

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autoredi data8 Marzo 2008 - 15:03 commentiNessun commento 5809 letture

Star Wars: Jedi Knight II – Jedi Outcast PC

Star Wars - Jedi Knight II – Jedi Outcast  PC

Kyle Katarn ha stile. Non è un eroe senza macchia e senza paura. Non persegue un ideale. Quando combatte sa il fatto suo, ma se lo fa è per denaro. Mon Mothma ne è a conoscenza, non è alla guida dell’Alleanza Ribelle per caso, e ha i suoi buoni motivi per affidare a lui, e non a qualcun altro, l’ispezione di un avamposto imperiale apparentemente in disuso sul pianeta Kejim.

Kyle accetta l’incarico. L’alleanza lo paga bene e lui non è tipo da fare domande, dotato com’è di innata classe. Ne ha al punto che, quando le cose cominciano ad andare storte, è costretto a recarsi in un sordido locale a Nar Shaddaa in cerca di informazioni. Il barista è reticente e Kyle, per farsi ascoltare, depone sul bancone la sua spada di luce; il simbolo dei difensori della vecchia Repubblica. Il barista lo scruta e lo considera diversamente, ora che sa che è uno Jedi, ma Kyle gli risponde in questo modo: “Non sono uno Jedi, sono solo un tizio con una spada laser”. Stile! Kyle Katarn è il protagonista di Jedi Knight 2: Jedi Outcast, il terzo capitolo di una saga videoludica che procede quasi di pari passo con quella cinematografica.

Lo abbiamo incontrato anni fa in Dark Forces, lo abbiamo seguito in Jedi Knight e lo ritroviamo ora, un po’ invecchiato (e non è un modo di dire!), in Jedi Knight 2: Jedi Outcast. àˆ un mercenario, più vicino ad Han Solo che non a Luke Skywalker, ma soprattutto ha molta personalità  e niente da invidiare alle sue controparti su celluloide. La trama che si sviluppa lentamente in Jedi Knight 2: Jedi Outcast potrebbe essere benissimo presa per quello che è e trasferita su pellicola, tanto è vicina al tipico marchio dei prodotti Lucas.

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Ci troviamo su una navetta spaziale in rotta per Kejim in compagnia di Kyle e della sua compagna Jan Ors, quando Mon Mothma ci comunica via radio la ricezione di una trasmissione imperiale dove si fa riferimento alla valle degli Jedi e ad una misteriosa “Rinascita”. L’ispezione all’avamposto si rivela molto più problematica del previsto, ma la scoperta di alcune apparecchiature e di strani cristalli fa nascere il sospetto che l’Impero stia cercando di riprodurre la Forza in modo artificiale. Veniamo così inviati alle miniere del pianeta Artus, dove questi minerali vengono estratti. Qui, Kyle svolge il suo lavoro alla perfezione, ma al termine della missione lo attende una brutta sorpresa. Un fuorilegge armato di spada laser lo affronta: è uno Jedi, ma che tipo di Jedi? Kyle non ha tempo di chiederselo perché il misterioso individuo, dopo essersi fatto beffe di lui grazie ai suoi poteri, uccide la povera Jan. A questo punto, cambiano le priorità  del nostro eroe, ma anche l’esperienza di gioco!

I primi due livelli di Jedi Knight 2: Jedi Outcast sono progettati come quelli di un normale sparatutto in soggettiva, se non fosse per due sostanziali differenze. La prima è che sono ambientati in un mondo che gli altri giochi non possono sfruttare, quello di “Guerre Stellari”; la seconda discrepanza è che sono immensi. Questo non è un gioco per neofiti e, anche al più basso dei quattro livelli di difficoltà , la sfida rimane sempre impegnativa. I soldati dell’Impero, gli ufficiali e le truppe d’assalto, ma anche il vasto campionario di nemici che ci troveremo ad affrontare sono equipaggiati con un’Intelligenza Artificiale brillante e bellicosa, oltre che con armamenti degni di rispetto. La difficoltà , tuttavia, è insita nella struttura stessa del gioco. L’enormità  dei livelli metterà  a dura prova il nostro senso dell’orientamento, ma non è tutto. Ci troveremo frequentemente nelle condizioni di vedere dove dobbiamo dirigerci, ma di non sapere come farlo. Le ambientazioni di Jedi Knight 2: Jedi Outcast ci costringeranno a ragionare e ad utilizzare la logica, o l’intuito, in base alle circostanze.

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Una volta superati questi primi due livelli (stimato un tempo variabile tra le tre e le quattro ore per un giocatore veterano), il titolo cambierà  completamente registro. Kyle ha avuto a che fare con la Forza negli episodi precedenti, ma ha preferito tenersene a debita distanza ed affidare le sue sorti ad un fedele fucile laser. L’uccisione di Jan, per la quale evidentemente prova qualcosa di speciale, ha risvegliato in lui un istinto, un desiderio di vendetta che lo porterà  alla valle degli Jedi per recuperare parte dei suoi poteri. Subito dopo, la rotta sarà  per Yavin, alla ricerca della sua vecchia spada laser, dove scambierà  due parole con un preoccupato Luke Skywalker. Da qui in poi, potremo utilizzare i poteri della Forza e la leggendaria arma dei cavalieri Jedi.

Le questioni tecniche passano in secondo piano. Ci si potrebbe soffermare a lungo sull’impiego che Jedi Knight 2: Jedi Outcast fa del sistema grafico di Quake III: Team Arena; tentare di descrivere l’utilizzo mai banale degli effetti di luce o l’aspetto curato all’inverosimile di ogni personaggio che incontriamo, parlare degli innumerevoli tocchi di classe quali i riflessi delle armature, il movimento labiale in sincrono con il parlato, la qualità  delle esplosioni e tantissime altre cose, come per esempio la possibilità  di utilizzare postazioni di artiglieria fisse o, addirittura, di prendere il controllo di un minuscolo droide di servizio. Meglio dedicarsi, ancora una volta, allo stile, come già  detto! Se della classe di Kyle si è già  discusso, perché non analizzare quella del gioco stesso, in quanto, mai come in questo caso, si riconoscono in Jedi Knight 2: Jedi Outcast due stili differenti e amalgamati in un solo epico gioco?

Si parla in tal senso della “maniera” Lucas e di quella Raven! Due gruppi di sviluppo di questa portata non hanno bisogno di molte presentazioni, basti dire che si tratta di due modi diversi di intendere i giochi, entrambi validi e, in qualche modo, complementari. Lucas ha, dalla sua parte, un mondo fantastico e un’abilità  fuori dal comune nel progettare trame. Raven possiede un’esperienza stratosferica nel programmare giochi di sparatorie e l’abilità  di sfruttare al massimo un sistema grafico parecchio collaudato. Bene, volendo fare un paragone con il mondo della letteratura, si potrebbe dire che Jedi Knight 2: Jedi Outcast è un autentico romanzo scritto a quattro mani. Tutto il meglio in termini di tecnologie e creatività  sia di Lucas quanto di Raven è condensato in questo gioco, con in più il sostegno della maestosa Id Software, che ci ha messo di suo l’inconfutabile sistema grafico. Grazie a questo connubio, siamo in grado di goderci un gioco che può essere affrontato indifferentemente in prima o in terza persona, ricco d’azione e profondo nella trama, con esplosioni dirompenti commentate in modo magistrale dalle musiche di John Williams. Non solo.

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Sfrutteremo i poteri della Forza tramite un’interfaccia molto semplice, e avremo varietà  di situazioni pur seguendo un filo logico. Là  dove questa collaborazione offre i migliori risultati, a mio avviso, è nella sezione riguardante l’armamento e il suo utilizzo.

Lucas ci ha messo le armi tipiche dell’universo di “Guerre Stellari”: i fucili blaster delle truppe d’assalto, le balestre Wookie e l’immancabile spada laser! Raven, dal canto suo, ha implementato nel gioco il sistema GHOUL, già  visto all’opera in Soldier of Fortune e qui perfezionato. Con tale tecnologia potremo mirare punti specifici del nemico e ottenere diverse reazioni in base alla zona colpita. Saremo in grado, per esempio, di puntare all’arma di un soldato per fargliela saltare dalle mani, oppure di sparargli alle gambe per farlo cadere. Se l’approccio Raven a questo tipo di combattimento aveva fatto discutere nel controverso Soldier of Fortune, in Jedi Knight 2: Jedi Outcast ci pensa Lucas a fare in modo che la critica non abbia niente da dire: non c’è ombra di spargimenti di sangue.

Una volta accertato che Jedi Knight 2: Jedi Outcast è un gioco pieno di stile, resta da stabilire come tutto questo funzioni all’atto pratico. I controlli sono quelli classici da sparatutto. Guideremo Kyle impugnando mouse e tastiera. Ogni arma dispone di due modalità  di fuoco differenti, attivabili semplicemente utilizzando il pulsante sinistro o quello destro del mouse, eppure l’alternativa offerta dalla spada laser rimane senz’altro ed è certo la più esaltante, dato che ci permetterà  di lanciarla per colpire qualsiasi bersaglio e di riprenderla al volo come un Boomerang! Oltre a questa peculiarità , la lama di luce è in grado di deviare i colpi automaticamente e, anche se ciò non ci metterà  completamente al sicuro quando incontreremo gruppi numerosi di nemici, rappresenterà  comunque un valido aiuto per districarsi dalle situazioni maggiormente a rischio. Le abilità  della Forza non saranno disponibili da subito, dovremo guadagnarcele quando arriverà  il momento.

Preferisco non rivelare come questo accadrà  per non svelare la sorpresa: basti sapere che si tratta quasi di un gioco nel gioco, studiato alla perfezione per farci capire, di volta in volta, come potremo utilizzare i nuovi poteri. Quando saremo in grado di usare una delle abilità , a noi comprendere quale, il cursore del mouse cambierà  colore. Cominceremo con i poteri di base, comuni a entrambi i lati della Forza, come l’attirare o il respingere oggetti, saltare più in alto e più lontano o correre a una velocità  superiore. In seguito, ne acquisiremo di molti altri! Ogni facoltà  viene acquisita a un livello minimo di abilità , ma procedendo con il gioco acquisiremo esperienza e, un po’ come accade nei giochi di ruolo, le nostre capacità  miglioreranno: maneggeremo la spada con più precisione, salteremo più in alto, attireremo oggetti più lontani e così via.

Tutti i poteri, cosi come gli oggetti in nostro possesso, sono elencati nella schermata dell’inventario, ma sono accessibili direttamente dalla tastiera per un impiego più rapido. Impareremo velocemente a sfruttare queste scorciatoie e, una volta che avremo preso confidenza con i tasti, affronteremo l’avventura piuttosto liberamente.

A proposito dell’inventario, questo racchiude tutto l’equipaggiamento in nostro possesso: le armi, eventuali oggetti che troveremo e gli obiettivi correnti per la missione. Il suo ruolo è più quello di un promemoria, che non di uno strumento vero e proprio, dato che la maggior parte delle funzioni vengono attivate da tastiera, mentre l’uso di oggetti particolari (come le varie chiavi per sbloccare le serrature di sicurezza) avviene in automatico. Come già  sottolineato in precedenza, potremo scegliere tra la prima e la terza persona. In entrambi i casi, i controlli sono molto precisi, e la scelta dipende principalmente dai nostri gusti personali. Quando dovremo vedercela a colpi di spada laser, la visuale passerà  automaticamente alla terza persona, per avere un migliore controllo dell’azione, ma sarà  sempre possibile optare per l’una o l’altra anche in queste circostanze.

Proprio la spada laser e il suo utilizzo avevano causato, prima dell’uscita del gioco, le maggiori perplessità  tra gli appassionati. àˆ bene precisare che maneggiare il raggio di luce non è semplice, ma con un po’ di pratica si possono ottenere risultati all’altezza delle aspettative. Del resto, niente è veramente semplice in Jedi Knight 2: Jedi Outcast. Il livello di difficoltà  potrebbe essere un ostacolo, soprattutto per chi si cimenta per la prima volta con un genere come questo. In molti casi, infatti, gli sparatutto tendono a dare al giocatore l’impressione di trovarsi in un ambiente particolarmente vasto, ma in realtà  i nostri passi sono sempre “guidati” verso precise direzioni. In Jedi Knight 2: Jedi Outcast questa sensazione viene un po’ a mancare, e anche i giocatori più smaliziati avranno le loro difficoltà  a comprendere da che parte andare.

L’esempio perfetto è la miniera del secondo livello, che nasconde uno dei passaggi segreti meglio nascosti della storia dei videogiochi, la cui scoperta è fondamentale per il proseguimento del livello. Non immaginiamoci, tuttavia, rompicapi o quesiti fuori da ogni logica; una volta trovata la soluzione, ogni cosa sembrerà  plausibile. àˆ uno dei mille motivi per cui questo gioco è così affascinante.

L’ultima considerazione riguarda l’opzione per le partite in multiplayer. Jedi Knight 2: Jedi Outcast è ovviamente attrezzato per le sfide a più giocatori, e si può facilmente immaginare il divertimento insito in un duello a colpi di spada laser in Rete con gli amici; tuttavia, è innegabile che il titolo sia stato pensato per il giocatore singolo, un individuo disposto ad affrontare un compito improbo in perfetta solitudine e a farsi largo tra le maglie dell’Impero, seguendo il proprio istinto e con un suo preciso stile, tutt’altro che scontato o prevedibile! Che la Forza sia con voi, perché questa volta ne avrete veramente bisogno!


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