Polymer Vision Radyus: schermo allungabile per un nuovo Smart Phone?

Telefono cellulari

autoredi data30 Novembre 2008 - 11:11 commentiUn commento 2240 letture

Polymer Vision Radyus: schermo allungabile per un nuovo Smart Phone?

Il mercato dell alta tecnologia è ormai in fermento e sono davvero una tonnellata le notizie che ci piacerebbe dare ogni giorno anche se però spesso e volentieri non ci riusciamo. In una attenta cernita abbiamo trovato una notizia a dir poco sensazionale sul web, una vera e propria rivoluzione destinata a cambiare per sempre il concetto di schermo come una entità  statica e assolutamente non interattiva. Va detto, però, che per quanto riguarda la interattività , già  si stava facendo qualcosa qualche mese addietro, introducendo nuovi ed interessanti schermi LCD con i quali, però, possiamo interagire tramite pressione su schermo anche detta Touch Screen Feature. Va detto, però, che lo schermo rimaneva sempre quello e non cambiava.

Per questa ragione la Philips, azienda leader nel settore, anche se spesso e volentieri dibattuta a causa degli svariati problemi tecnici legati alla retro illuminazione degli schermi LCD e al plasma (ma questo è tutto un altro discorso), pare stia lavorando ad un oggetto sensazionale che va sotto il nome di Philips Polymer Vision Radyus. Questo splendore è stato presentato pochissimo tempo fa in una fiera molto famosa del settore dello high tech che si tiene a Berlino (il nome non riusciamo proprio a scriverlo perché è difficile) e ha subito destato la nostra attenzione perché pensiamo che, se bene utilizzato potrebbe davvero cambiare radicamente l universo degli schermi piatti.

Che cosa è Philips Polymer Vision Radyus e che cosa fa? In pratica si tratta di uno schermo LCD che però ha una caratteristica davvero peculiare: si allunga! Quando si allunga, però, la risoluzione si adegua alla grandezza dello schermo e quindi potrete passare in pochissimi secondi da un quindici pollici ad un diciannove pollici e vice versa! Per adesso, però, Philips Polymer Vision Radyus vola basso in quanto questa tecnologia è davvero sconosciuta ragion per cui la società  ha già  dichiarato che i primi prototipi di questo particolare schermo saranno molto piccoli. Ciò ci fa ragionevolmente pensare che la società  abbia intenzione di usarli per i suoi cellulari.

Non sarebbe una cattiva idea in quanto Philips Polymer Vision Radyus potrebbe davvero riportare alla ribalta i cellulari della Philips che ormai non conosce più nessuno oppure, in via del tutto alternativa, la società  potrebbe vendere i diritti di utilizzo di questo nuovo brand a qualche major il che ci porterebbe ad avere cellulari (quasi certamente smart phone) della Motorola, Nokia, Ericcson e chi più ne ha più ne metta con questo moderno sistema di Philips Polymer Vision Radyus. Non sappiamo quale delle due alternative sia la migliore… forse la seconda. Ciò che invece sappiamo di per certo è che, nel bene o nel male, siamo quasi certi che questa idea tarderà  molto a sfondare e a farsi sentire in giro, ma forse ci stiamo ancora una volta sbagliando.


Un Commento a “Polymer Vision Radyus: schermo allungabile per un nuovo Smart Phone?”

  1. mariami ha scritto:

    Ci sono anche premi Nobel che segnotsono che il virus HIV non e’ la causa dell’AIDS (Kary B. Mullis, “inventore” della reazione a catena della polimerasi), medici che segnotsono l’inutilita’ della sperimentazione animale perche’ gli uomini non sono animali (come se noi fossimo fatti di materia diversa che non risponde alle stesse leggi della biologi), che difendono terapie basate sul nulla (omeopatia, per essere chiari), che alla verifica mediante una corretta analisi scientifica (cui vengono sottoposti tutti i farmaci cosidetti “normali”), citando le lobby farmaceutiche che non vogliono perdere il loro potere economico (il che e’ vero, ma le porcate che fanno sono ben altre). Scrivere un libro non significa dire la verita’. Per favore, sig. Riccardo, non parli di lobby e non dia credito a chi ne parla con troppa facilita’: le lobby ci sono di sicuro, ma sono ben altra cosa. Io non metto minimamente in dubbio la sua buona fede e il fatto che ci siano persone che possono passare da una sorta di attrazione omosessuale a una condizione etero. Ma sono casi molto particolari e sarebbe il caso di analizzare le motivazioni per cui lo fanno: se sono persone molto religiose, potrebbero per es. trovare piu’ facile reprimere gli istinti omo per sentirsi accettati dalla propria comunita’ che accettare la propria omosessualita’. Sarebbe anche il caso di vedere quanto profonda e sincera sia questa “conversione”, ma occorrerebbe una lunga e profonda indagine psicoterapeutica. Indaghero’ sulle posizioni di Freud, Jung e Adler, ma mi permetto di far notare che dev’essere passato circa un secolo da quando loro esponevano le loro tesi. Il metodo scientifico non prevede dogmi, ma una continua analisi e valutazione critica. Freud era anche un acceso sostenitore dell’uso della cocaina (diffusissima agli inizi del ’900) come sostanza in grado di liberare la psiche. Nessun medico (e nessuno di noi, spero!) e’ oggigiorno d’accordo su una simile follia: voglio solo farle notare che il pensiero scientifico cambia nel tempo. La scienze e’ una indiagine continua e cio’ che oggi viene ritenuto vero domani potrebbe non esserlo piu’, alla luce di nuove scoperte. Non e’ una verita’ rivelata e immutabile come quella delle religioni. Non ho il minimo dubbio invece che una persona di fede, che ritiene l’mosessualita’ un grave peccato, possa accettare una vita casta, cosa che merita il massimo rispetto. Ma questo non significa diventare etero.


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