Tutto ciò che vorreste sapere sul gioco Europa Universalis: Rome per PC, viaggio dal 278 a.C. al 25 a.C. … un gioco da non perdere per i più storici di voi

Videogioco PC

autoredi data2 Marzo 2009 - 11:03 commentiNessun commento 3374 letture

sikEuropa Universalis: Rome

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Copre la storia europea e del vicino Oriente da dopo il terzo trattato di “amicizia” tra Roma e Cartagine al crollo della Repubblica. Questo arco temporale inizia, dunque, nel momento in cui Roma si affaccia sul Mediterraneo come una delle possibili “superpotenze” locali, senza che la sua ascesa sia data per certa, vista la presenza di concorrenti quali Cartagine, Egitto, Macedonia e la dinastia Seleucide nata dalle ceneri dell’impero di Alessandro Magno e il giocatore sarà  libero di decidere se guidare le aquile romane oppure una delle altre civiltà  sopravvivendo e dominando.

L’azione si svolge in una dettagliata mappa della regione mediterranea divisa in settori terrestri detti province e marittimi. Una provincia è l’area più piccola in cui è divisa la mappa ed è caratterizzata da elementi come la natura del terreno, la popolazione (distinta in ceti sociali), la religione più diffusa nella zona, la presenza di eventuali città , la principale produzione locale, il livello di soddisfazione locale e così via. Ogni fazione inizia il gioco, composta da una o più province e può guadagnarne o perderne grazie a guerre, annessioni, rivolte e altri elementi.

Il gioco è in “tempo reale” e questo significa che, quando l’orologio si mette in moto, le varie fazioni (le altre saranno controllate dall’intelligenza artificiale) inizieranno a pianificare la propria politica e a muovere le armate e le flotte sulla mappa. Il giocatore è libero di mettere in pausa quando lo desidera e inviare con calma i propri ordini alla truppe e occuparsi della gestione dei suoi domini. E’ anche consentito decidere che la funzione di pausa si attivi automaticamente quando appaiono sullo schermo eventi particolari, mentre nei momenti tranquilli è possibile accelerarlo.

Gestire una potenza dell’antichità  significa tenere sotto controllo le molteplici problematiche, il tutto con un occhio verso l’espansione sia territoriale (attraverso la conquista di nuove province) sia della sfera di influenza (attraverso trattati e alleanze). Il giocatore deve quindi occuparsi di economia, commercio, crescita e sviluppo culturale e tecnologico, religione, diplomazia e quando è il caso, guerra. In ciò è facilitato da un’interfaccia utente molto funzionale, consentendo l’accesso a tutte le informazioni necessarie e alle operazioni che si vogliono compiere con pochi clic del mouse.

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I requisiti minimi di sistema sono CPU da 2 GHz, RAM da 512 Mb, scheda video 3D da 128 Mb e spazio sull’Hard Disk da 1,2 GHz mentre i requisiti che consiglio sono CPU da 3 GHz, RAM da 1 Gb, scheda video 3D da 256 Mb e connessione Internet a Banda Larga per poter giocare in modalità  multiplayer online. Esso non è l’unico modo, supporta anche la connessione LAN tra più PC poco distanti. Le richieste non sono alte, dalla qualità  media alla più alta, questo gioco non avrà  problemi a girare divertendo per la sua longevità  e giocabilità .

Gli sviluppatori l’hanno reso più profondo integrando alcuni degli aspetti meglio riusciti dei loro successi precedenti, in particolare la necessità  di gestire, oltre all’impero, anche le famiglie di regnanti. Europa Universalis: Rome riesce ad adattare bene il classico sistema di gioco della serie alle problematiche del mondo antico, con uno svolgimento degli eventi verosimilmente più lento, ma anche più varietà  nelle strategie di gioco. Non ho dubbi che questo manageriale strategico più compatto, potrà  intrattenere gli amanti del genere e non solo avendo fra le mani un titolo originale.

Europa Universarlis, è in italiano e la vera sfida è la dove, posti alla guida di una potenza minore riuscire a fare meglio della controparte storica, magari riuscendo a sopravvivere laddove, nella realtà , la minuscola fazione venne presto assorbita da qualche vicino più potente o addirittura svilupparsi a tal punto di sfidare i “grandi” sul loro terreno.


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