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Dark Age of Camelot PC

Dark Age of Camelot PC

Se i giochi di ruolo online solleticano la nostra fantasia, con Dark Age of Camelot (DAOC, in sigla) verremo proiettati in un titolo di ambientazione fantasy tradizionale, anche se con un gusto particolarmente virato verso l’immaginario delle saghe nordiche.

Dark Age of Camelot PC

Il punto di vista nel mondo tridimensionale è in terza persona, con la telecamera che può essere avvicinata e allontanata a piacimento, fin quasi a trasformare l’esperienza in un gioco in prima persona. L’azione di DAOC si svolge su tre Reami, ognuno dei quali presenta la possibilità  di giocare con razze e culture diverse: Albion (caratterizzato da culture tipiche dell’Europa medievale, saraceni inclusi), Hibernia (abitato dal “popolo fatato”) e Midgard (in cui primeggiano le figure della mitologia nordica). In generale, Hibernia predilige magie e incantesimi, Midgard favorisce la forza bruta e Albion offre razze e professioni che accontentano tutti i gusti, pur non eccellendo in nessuna arte.

Dark Age of Camelot PC

L’avventura inizia, innanzitutto, con la scelta del Reame dove giocheremo, e quindi con la creazione del personaggio. Come già  visto, in base all’ambientazione, avremo a disposizione razze e culture differenti tra le quali scegliere, e a sua volta questa scelta ci darà  accesso a un certo numero di possibili professioni. Tali carriere sono fondamentalmente mutuate dalle ormai immortali classi del GdR con penna e dadi “Dungeons & Dragons” (guerriero, mago, ladro, elementalista e sacerdote), ma in realtà  per il personaggio si tratta solo del primo passo nella sua storia (che progredisce accumulando esperienza durante le avventure), e intorno al quinto livello potremo scegliere delle specializzazioni specifiche per ogni classe. Per esempio, i guerrieri di Albion potranno diventare paladini o mercenari.

A complemento di queste decisioni, vi è ovviamente la distribuzione dei punti tra le caratteristiche psicofisiche (Forza, Destrezza, Agilità , Carisma e via di questo passo). Infine, è consentito decidere il sesso del nostro personaggio, il suo aspetto fisico e persino la taglia (la nostra piccola ladra saracena è davvero uno scricciolo accanto ad alcune guardie). La classe scelta, inoltre, determinerà  i nostri incantesimi (per chi è in grado di lanciarli) e le abilità  particolari (come il muoversi silenziosamente per i ladri).

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Creato il protagonista (fino a quattro per Reame), inizia l’avventura! La vita del nostro personaggio ruota basilarmente intorno a due attività : ammazzare i mostri per arraffarne tesoro e guadagnare esperienza, e socializzare con altri giocatori in una sorta di chat virtuale, esattamente come in tutti gli altri giochi fantasy online. Il mondo di DAOC, infatti, non è privo di insidie, per affrontare le quali è necessario viaggiare in gruppo, pena la prematura scomparsa del nostro beniamino. DAOC tratta la morte dei personaggi in modo abbastanza “delicato”: esistono dei punti di resurrezione, dove si riappare automaticamente quando veniamo uccisi, e il giocatore può decidere personalmente quale sarà  il suo (tale scelta può essere modificata durante il gioco).

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La penalità  per essere caduti in azione è una modesta perdita di punti esperienza. Inoltre, parte di questo sacrificio viene recuperata tornando al punto in cui siamo stati uccisi (marcato da una pietra tombale). Si aggiunga il fatto che tutti gli oggetti che stavamo trasportando “resuscitano” con noi (e non restano a disposizione di eventuali saccheggiatori), e che la morte per mano di un altro giocatore non comporta alcuna penalità , e avremo uno dei sistemi di gioco online più benevoli in fatto di gestione del “trapasso violento”.

Un altro elemento interessante è come DAOC tratta lo storico e spinosissimo problema dei combattimenti tra giocatori. La risposta è una sorta di guerra tra i tre Regni. All’interno di Midgard, Albion e Hibernia i personaggi possono attaccare solo le creature non giocanti, controllate dal computer; ai confini, invece, gli scontri tra personaggi sono permessi. Esistono, inoltre, alcune fortezze di confine che, di fatto, consentono l’accesso agli altri due domini, e che devono essere sottratte con la conquista a forze di guarnigione comandate dal computer. Conquistare uno di tali baluardi significa diventarne il Signore (con tanto di guarnigione a nostra disposizione) e utilizzarlo come testa di ponte per invadere uno dei due mondi rivali.

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Vi è in DAOC molto più di quanto queste pagine siano in grado di raccontare. Certo, il gioco non presenta molti elementi originali, e la sua struttura centrale è la stessa inaugurata da Ultima Online prima e portata avanti da Everquest e Asheron’s Call poi, ma la combinazione di giocabilità , atmosfera e cura per i particolari di DAOC è unica e l’esperienza, nell’affollato panorama dei titoli esclusivamente multiplayer, è realmente rinfrescante!

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