IL-2 Sturmovik – Forgotten Battles – Ubi Soft Games – 1C: Maddox Games

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autoredi data16 Marzo 2008 - 14:03 commentiNessun commento 5349 letture

IL-2 Sturmovik – Forgotten Battles – Ubi Soft Games – 1C: Maddox Games

IL-2 Sturmovik – Forgotten Battles - Ubi Soft Games – 1C: Maddox Games

La Campagna di Russia non aveva conosciuto grandi fortune sotto l’aspetto delle simulazioni di volo per computer, almeno fino all’arrivo sui nostri schermi di IL-2 Sturmovik. Questo gioco si presentò, fin dai primi decolli, come un prodotto all’avanguardia e senza compromessi, grazie alla varietà  dei mezzi aerei presentati, all’ottimo generatore di missioni, alla vastità  e la cura nella riproduzione dei teatri di battaglia sorvolati e, soprattutto, alla trasposizione senza pari dei più minuti aspetti del volo nel periodo 1941-45.

Pensato inizialmente come un’espansione per IL-2 che avrebbe dovuto aggiungere nuovi aerei e un sistema di campagne dinamiche, Forgotten Battles si è presto trasformato in un prodotto a sé stante: l’unica formula che permettesse allo sviluppatore Oleg Maddox e al suo team, di aggiungervi le idee e le possibilità  nate sia dall’esperienza accumulata nel frattempo, sia dai suggerimenti delle migliaia di fan del titolo originale.

IL-2 Sturmovik – Forgotten Battles - Ubi Soft Games – 1C: Maddox Games

La prima cosa che Oleg e i suoi hanno fatto è stata di riscrivere i modelli di volo e delle leggi fisiche del gioco. Si tratta di una scelta sorprendente, se consideriamo l’accuratezza raggiunta in questi settori da IL-2. I programmatori hanno giudicato che l’evoluzione della potenza media dei processori dall’inizio del progetto a oggi permettesse ai nostri computer di gestire i numerosi calcoli in più necessari perché il movimento degli aeromobili nei cieli virtuali raggiungesse la perfezione. I veterani di IL-2 avvertiranno la differenza fin dal primo volo, con gli apparecchi che “scartano”, ondeggiano e scivolano inaspettatamente nell’aria come vere e proprie masse di metallo, legno e tela precariamente aggrappate alle loro eliche e non alla stregua di agglomerati di poligoni che simulano il volo di un caccia.

àˆ impressionante osservare, dalla visuale esterna, un aereo mentre “sbanda” lateralmente nel vuoto a causa di una virata troppo stretta (che muta l’orientamento del muso in anticipo rispetto al cambio di traiettoria vero e proprio) o un bombardiere sobbalzare e oscillare irregolarmente per i danni subiti a un motore, che rendono asimmetrica la spinta dei propulsori. Forgotten Battles permette di pilotare ben 80 aerei tedeschi, finlandesi e russi (IL-2 ne aveva 31), su un totale di 130 rappresentati. Questa cifra include le varianti di uno stesso modello, ma è comunque molto elevata e bisogna considerare che ci troveremo nell’abitacolo di “warbird” dalle caratteristiche molto diverse. Spazieremo dal caccia monoposto, al bombardiere quadrimotore, all’interno del quale accederemo alle postazioni dei mitraglieri o al dispositivo di puntamento e sgancio degli ordigni.

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All’inizio del gioco, ci è consentito creare un pilota, scegliere per lui una nazionalità , la classe e il tipo di aereo su cui voleremo (generico, come caccia o bombardiere, o specifico, come lo Stuka), e decidere quindi se affrontare una missione singola o una delle campagne dinamiche. Queste ultime sono intessute intorno alla nazione: volando come ungheresi nel 1945 ci troveremo a difendere la madrepatria dall’invasione sovietica, mentre come finlandesi opereremo al nord, nell’istmo di Karelia, presso Leningrado.

E’ importante notare, comunque, che uno dei pochi difetti del gioco consiste nel fatto che le campagne non sono concepite come quelle ammirate in capolavori quali Falcon 4.0 e Longbow II. Infatti, velivoli nemici, mezzi da guerra, ponti e installazioni distrutti durante una missione resteranno tali, modificando la situazione della successiva e rallentando o accelerando lo svolgersi degli eventi storici, ma questi ultimi procederanno comunque verso la loro conclusione “naturale”. Non sarà  possibile, quindi, cambiare il volto della Battaglia di Stalingrado, o evitare l’invasione russa di Berlino.

Inserire il pilota automatico, mettere una visuale esterna e rilassarsi significa assistere ad alcune delle battaglie più emozionanti che siano mai apparse sui nostri monitor, mentre ogni dettaglio, dalle livree degli aerei logorate dall’uso intenso, alla luce dell’alba che si riflette sull’acqua durante l’attacco a un incrociatore, sembra combinarsi a comporre un quadro di incredibile valore estetico.
Ora non abbiamo più scuse per non fare nostro questo gioiello e alzarci in volo al più presto.


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