Vecchi videogiochi e scontri generazionali

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Difficile a dirlo, ma la maggior parte dei videogiochi che abbiamo tra gli scaffali a prendere polvere e che adesso sono considerati come un pezzo di antiquariato, pochi anni fa erano il massimo della grafica! Questo articolo nasce come spunto di riflessione in più su quello che abbiamo letto ultimamente su un giornale locale. Dal momento che la notizia riguardava il mondo dei videogiochi abbiamo pensato bene di approfondire la questione anche perché, diciamocelo, conoscere bene il nostro passato serve per vedere meglio il nostro futuro.

Senza troppi indugi e senza giri di parole, l’articolo di giornale riguardava un esperimento molto strano, ma anche molto divertente. In pratica erano stati presi dei ragazzini dell’età  compresa tra i dieci e i tredici anni e a questo gruppo era stato poi chiesto di fare qualche sessione di gioco con dei titoli per Nintendo 8 bit e non solo, tra i più popolari e i più emozionanti. Si voleva scoprire ciò che i giovani avrebbero detto di questi giochi per testare le loro reazioni. Sfortunatamente il risultato non è stato molto positivo, almeno per la nostra generazione di “vecchietti” ovviamente.

Nessun ragazzino dell’esperimenti pare abbia elogiato questi giochi e anzi, praticamente quasi tutti si sono divertiti a sbeffeggiare gli storici titoli senza alcun rispetto verso i predecessori dei loro videogiochi bellissimi e tutti in tre dimensioni. Da ciò è emerso che questa generazione è tremendamente superficiale ed incurante del passato e del suo valore. Evidentemente i genitori non hanno saputo fare del loro meglio e questa ne è una prova inoppugnabile. In particolare anche il mondo dei videogiochi pare essersi adeguato a questa sorta di involuzione.

Se prima, di fatti, quando si moriva in un videogioco si doveva ricominciare tutto da capo, adesso non più: ora ci sono innumerevoli save point o punti di salvataggio e se questo non dovesse ancora bastare alcuni giochi presentano tutorial, aiuti, mappe, puntatori e qualsiasi cosa utile che possa in qualche modo facilitare l’esplorazione di intricati dungeon. In questo modo il bambino smette di riflettere e gioca semplicemente seguendo il meccanismo dello stimolo-risposta. Tutto questo è estremamente frustrante per la nostra generazione che invece è cresciuta a pane e Zelda!

I frutti di questo esperimento possono comunque essere verificati benissimo nella vita di tutti i giorni. Se passate, ad esempio, in un qualsiasi negozio che vende anche videogiochi per Game Boy Advance o Nintendo NES vi accorgerete che le vecchie care cartucce con tutti quei personaggi “pixellosi” rimangono per mesi praticamente invendute fino a quando non arriva un vecchio nostalgico a comprarle. E’ tutto molto triste specie se si considera il fatto che comunque la Nintendo sta facendo notevoli sforzi per mantenere viva l’attenzione del giovane pubblico anche su vecchi titoli sfornando persino dei remake.

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