Command & Conquer : Renegade Videogames PC

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autoredi data30 Dicembre 2007 - 13:12 commentiNessun commento 4139 letture

Command & Conquer PC

Command & Conquer : Renegade Videogames PC

Per capire la psicologia di Havoc, il protagonista di Renegade, è sufficiente citare una sua frase: “Conflitto di interessi? lo sono interessato al conflitto!”. Abbiamo a che fare con un eroe, una macchina da guerra tutta muscoli e azione. Non potevamo aspettarci niente di diverso, trattandosi di un commando. Per la precisione è quello stesso soldato che, nelle partite di Command & Conquer (C&C per i fan), sbaragliava i nemici con facilità  e faceva saltare in aria intere basi tutto da solo.

Certo, in quel gioco era rappresentato da una manciata di puntini colorati, mentre qui è ritratto nello splendore poligonale. Renegade è un autentico sogno che si avvera, per tutti coloro che hanno imparato ad amare la strategia in tempo reale con C&C nel lontano 1995! L’immersione in quel mondo di gioco comincia subito alla grande con la prima missione, dove ci troveremo in azione al fianco dei prodi militi della GDI, intenti a sopravvivere ad un’imboscata delle milizie Nod. Intorno a noi, vedremo sfrecciare i robusti fuoristrada del nemico, mentre il cielo è solcato da elicotteri Orca e aerei da trasporto. Fantastico!

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Subito dopo, ci godremo il primo dei numerosi filmati che fanno da collegamento alle missioni, di notevole fattura, con riprese a dir poco cinematografiche e atteggiamenti molto realistici dei personaggi. Il movimento labiale è sincronizzato alla perfezione col parlato (completamente in lingua inglese, purtroppo!) e la telecamera riprende le scene in modo suggestivo. Scopriremo così che Havoc, la nostra controparte virtuale, è un personaggio scomodo da gestire per i capoccioni dell’esercito, ma che le sue abilità  di combattente lo rendono un’arma letale nelle mani della GDI. Tutto questo, prima di buttarci a capofitto nella seconda missione e mentre ci chiediamo perché non possiamo giocare dalla parte dei cattivi, cosa che, ahinoi, ci è assolutamente negata.

L’ambientazione è esattamente la stessa che i giocatori dell’epoca erano abituati a vedere dall’alto e in bassa risoluzione. I programmatori della Westwood devono aver pensato che sarebbe stato fantastico potersi aggirare in prima persona tra le installazioni, osservando tutto con i propri occhi. Il risultato è che graficamente Renegade è a dir poco splendido. I panorami ricalcano con esattezza le mappe del gioco strategico, riproponendo ampie vallate verdi, scogliere scoscese e, naturalmente, tutte le strutture militari presenti in C&C. L’elemento più esaltante, tuttavia, è la possibilità  di controllare personalmente un buon numero delle unità  militari più rappresentative, come le piccole jeep d’assalto ed i famosi e titanici Mammooth Tank. Quando saremo ai comandi di un veicolo, purtroppo, la visuale si sposterà  automaticamente in terza persona. Ciò vuol dire che non potremo fisicamente entrare nella cabina di pilotaggio, ma solo controllare il mezzo guardandolo da tergo.

Un peccato, ma che non toglie il piacere di porsi alla guida degli strumenti di distruzione che abbiamo imparato ad ammassare in attesa dell’attacco finale. La visuale in terza persona è una delle due opzioni che avremo a disposizione anche nei panni di Havoc. Possiamo decidere liberamente se affrontare il gioco in questa prospettiva o in quella in soggettiva. Ai fini della giocabilità  la scelta è irrilevante, in quanto il sistema di controllo risulta comodo in entrambi i casi. I riferimenti all’universo di C&C sono continui. Oltre alle strutture e agli ambienti, anche le armi e i nemici provengono direttamente da quel mondo, per non parlare delle innumerevoli citazioni, sparse qua e là  per i livelli.

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Tutto questo è sicuramente pregevole, ma chi non conosce la serie C&C si perderà  metà  del divertimento, anche se il gioco resta godibilissimo. àˆ un’esperienza particolare poter far fuoco sui soldati Nod ed osservare le barre di salute passare dal verde al rosso mentre vengono colpiti. La sensazione è proprio quella di trovarsi all’interno di un gioco strategico in tempo reale, ed è per questo motivo che bisogna rivolgere un plauso ai programmatori. L’impresa non era facile, né priva di rischi. Alla Westwood era il primo tentativo di produrre un titolo di questo genere, e le pecche, inutile nasconderlo, ci sono.

Non bisogna dimenticare, infatti, che ci troviamo pur sempre di fronte a uno sparatutto in soggettiva e, come tale, i parametri di riferimento, al momento in cui il titolo è uscito, sono Return to Castle Wolfenstein e Medal of Honor. Di fronte a questi colossi, inevitabilmente Renegade lascia parecchi punti sul campo, in special modo laddove la concorrenza eccelle, vale a dire nella struttura delle missioni e nell’Intelligenza Artificiale dei nemici. Se le azioni di Renegade, a volte esageratamente lunghe e farcite di obiettivi secondari, potranno piacere o non piacere, per ciò che riguarda il comportamento dei nemici non ci sono scuse. I soldati Nod sembrano del tutto disinteressati al valore della propria esistenza. Avanzano a testa bassa, ignorando i colpi che fischiano dappertutto, rimangono immobili a sparare anche quando stiamo per passare sopra di loro con un lento tank, non cercano riparo, non fanno fuoco di copertura e, in più di un’occasione, potrete, anche e tristemente, constatare come vi si avvicineranno dandovi poco astutamente le spalle, intenti a sparare in un’altra direzione. Tutto ciò non è completamente deleterio per il gioco (succede più o meno lo stesso anche in altri sparatutto meno blasonati, come Serious Sam, senza che il divertimento venga meno), ma è inevitabile che l’atmosfera ne risenta.

Da aggiungere che, sparsi per i livelli, troveremo svariati bonus per la salute e l’armatura, e l’azione si trasformerà  ben presto in uno schema “spara a tutto ciò che si muove”, ben lontana dalla tensione che si dovrebbe provare penetrando in una base nemica da soli. I nemici appaiono a gruppi consistenti, richiamati dagli ufficiali. Eliminare i graduati è l’unico modo per interrompere l’affluire di rinforzi. Anche un buon colpo di bazooka nel bel mezzo di un plotone è un sistema soddisfacente per trarsi d’impaccio, ma è bene sottolineare che in questa produzione EA, come nel già  citato Medal of Honor, il sangue è totalmente assente. Quest’ultima particolarità  non incide, naturalmente, sul valore complessivo del titolo, che resta in ogni caso piuttosto buono in virtù di una giocabilità  che si attesta su ottimi livelli, di un impatto grafico assai soddisfacente e di una modalità  multiplayer che promette scintille.

Insomma, Renegade è un titolo che piacerà  a chi ha amato la serie C&C e a chi non chiede troppo in termini di realismo e di Intelligenza Artificiale. Si dica pure che alla Westwood sono in una fase di apprendistato sul genere, che il potenziale è evidente e che se decideranno di realizzare un secondo episodio, magari basato su Red Alert, l’esperienza sarà  in loro favore. Nel frattempo, godetevi questa piacevolissima scorrazzata nell’universo belligerante di Command & Conquer!


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