Recensione gioco per PC: Medal Of Honor: Pacific Assault, vivete in prima persona la liberazione di Pearl Harbor, e la cacciata dei giapponesi.

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autoredi data19 Gennaio 2009 - 21:01 commentiNessun commento 2504 letture

Medal Of Honor: Pacific Assault

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Quando la Electronic Arts lanciò sul mercato il primo capitolo della serie Medal of Honor, ovvero Allied Assault, questo ebbe un impatto molto forte sia sotto l’aspetto ludico (il gioco prevedeva infatti una continua e intensa serie di corse e spari) sia su quello grafico (i combattimenti e tutta l’azione si svolgevano spesso e volentieri in atmosfere spettacolari e molto realistiche, figlie di un lavoro eccezionale da parte degli sviluppatori). Non c’è dubbio quindi che Allied Assault ha contribuito in tempi non troppo remoti a realizzare anche parte del successo del suo primo fratello: l’ancor più riuscito Medal Of Honor Pacific Assault, il quale si è assicurato le preferenze del pubblico sin dalle prime battute e dai primi giorni di commercio.

Come nel precedente, andremo ad impersonare la figura del soldato marine Tommy Conlin e ancora una volta giocheremo in simbiosi con una squadra di 4 commilitoni, i quali saranno sempre al nostro fianco, pronti ad obbedire e rispondere ai nostri ordini, con un’intelligenza e una reazione “artificiale” abbastanza migliorata e limata se confrontata con l’edizione precedente del gioco. Allo stesso modo però, anche la capacità  di ragionamento dei nemici è stata notevolmente implementata, cosi che i soldati giapponesi saranno in grado di notare ogni nostro minimo passo falso, e far fuoco con una precisione maggiore, rendendoci la vita sempre più complicata.

Per difendersi e contrattacare, il nostro soldato Conlin avrà  la possibilità  lungo tutto il gioco, di utilizzare un’ampissima gamma di armi, tutte fedelmente riprodotte secondo quelli che erano gli standard della seconda guerra mondiale, sia da parte statunitense che giapponese: sarà  infatti possibile raccogliere le armi dei nemici uccisi, o prenderne il loro posto in zone calde come aree di mitragliatrici o depositi di bombe e granate. Il gioco consiste infatti in un silenzioso lavoro di osservazione cammuffati nella foresta, mimetizzati sotto un cespuglio, pronti a lanciare granate e fare irruzione quando il nemico si distrarrà  un attimo, caricando con la squadra a testa bassa e sovente fendendo mortali colpi di baionette in veri e propri scontri uno contro uno.

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Il gioco, si articola come tutta la guerra in realtà , lungo diversi anni di combattimenti, per cui i suoi ideatori hanno ben pensato di cambiare armi e modalità  di combattimento qualora la situazione lo richiedesse, per cui non stupitevi se alle prime uscite imbraccerete un semplice fucile senza nessuna comodità , e invece con l’avanzare dei livelli vi troverete fra le braccia un fucile di precisione rubato ad un cecchino, che vi permetterà  di fare fuoco con una precisione chirurgica!

Notevoli dunque le differenze con Allied Assault, sia sul campo di battaglia vero e proprio che su quello ambientale: l’atmosfera che caratterizza Pacific Assault infatti, lo rende speciale e differente da tutti gli altri giochi di guerra, in quanto le isole tropicali nel quali vi troverete a combattere, come l’atollo Makin o il Tarawa, avranno ben poco a che vedere con i tradizionali giochi relativi al

Conflitto nei quali generalmente si gioca per le strade di Berlino o di Mosca. Svolgete una preparazione adeguata (col tutorial sempre utile), stringete un rapporto di stima e fiducia reciproca con i vostri compagni, armatevi fino ai denti, e lanciatevi in una delle missioni più famose di tutti i tempi: la liberazione di Pearl Harbor dall’imprevisto attacco giapponese.


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