UMD: mercato e progressi

mercato e progressi

Questo articolo nasce un po’ dall’esigenza di fare il punto della situazione per quanto riguarda la questione degli UMD. Come forse molti di voi saprete, l’UMD è il formato standard dei giochi della PSP. Si tratta di una sorta di mini DVD inserito in un guscio di plastica proprio come mostra la foto. In un primo momento l’UMD doveva essere solo un formato dedicato ai videogiochi, ma poi la PSP decise di distribuirlo anche per il mercato dell’Home Video e cioè del cinema casalingo. A ormai quasi quattro anni dalla sua effettiva uscita vediamo se la scelta di Sony si è rivelata azzeccata oppure no.

Inizialmente Sony dichiarò di voler permettere anche a terze parti di usufruire del mercato degli UMD. In tal modo la Sony che deteneva e detiene ancora oggi i diritti di questo supporto, avrebbe permesso a tutti gli utenti mondiali di poter inserire su di essi dati di svariato genere. Tutto ciò ci fece rincuorare a suo tempo, specie quando si parlò di fare in modo che l’UMD diventasse una sorta di formato ufficiale per tutti coloro i quali avessero voluto vedere i film in viaggio. In questo caso ci sarebbe stato un aumento sostanziale delle vendite della PSP cosa che però non avvenne affatto e ora vi spiegheremo anche la ragione.

La ragione si riassume tutta in una frase breve, ma a nostro parere, del tutto emblematica: “Sony ha fatto male i conti, più che senza l’oste”. Insomma, la società  pensava di essere nella condizione di dettare legge potendo determinare in maniera arbitraria l’interesse delle major del cinema mondiale su questo formato. Il problema è che erano le stesse major in partenza ad aver visto un po’ male l’UMD. Tra le altre cose vogliamo anche ricordare che la Sony non ha mai avuto fortuna nel proporre sul mercato dei formati nuovi e non dobbiamo andare troppo nel passato con i Mini Disk, per fare qualche esempio.

Prendiamo in primis il Blue Ray. Si tratta di un formato che ha in comune con tutti gli altri formati Sony i medesimi problemi (della serie: “Quando imparerai?”) e cioè l’essere superfluo, troppo costoso e sostanzialmente inutile a quelle che sono le reali esigenze delle persone. Così come l’UMD, anche i film in Blue Ray costano di più rispetto a quelli classici in DVD Full HD e in buona sostanza, a livello di fedeltà  e purezza dell’immagine, tra i due non esistono grandiose differenze specie se non si usano TV ultra moderne. Insomma, alla luce di tutto questo diremmo proprio che il bilancio di questi quattro anni di UMD non è stato affatto positivo.

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